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NON BASTANO GLI AMERICANI .....

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    Posted: 29 Jul 2008 at 13:12

LA CINA ALLA CONQUSTA DEI MAR

I VIAGGI  DI  ZHENG  HE

Giovanni De Sio Cesari

 

Indice introduzione. momento storico . i protagonisti - i viaggi -  fine delle imprese - Cinesi ed Europei - Conclusione - scoperta dell'America

 INTRODUZIONE

 

Nella prima metà del XV secolo, quasi un secolo prima delle scoperte geografiche europee, una grande flotta cinese  veleggiò per trenta anni nei mari, dalla Cina fino all’Africa orientale, stabilendo una sorta di egemonia cinese in quei mari. Ma nel 1434  la corte cinese prese la storica decisione di non continuare  più tali spedizioni navali, anzi fu proprio proibito di costruire navi adatte ad affrontare grandi viaggi  oceanici. La Cina, quindi, si rinchiuse nel proprio ambito territoriale tornando al proprio tradizionale e orgoglioso  isolamento. Intanto gli europei scoprivano il resto del mondo non conosciuto alle civiltà, colonizzavano immensi territori, creavano giganteschi imperi coloniali. Solo alla fine del ‘800 i Cinesi   dovettero accettare la dolorosa e sconvolgente  verità che non erano più il centro del mondo, come avevano sempre  creduto, fermamente, da migliaia di anni,  

 Ma che  cosa  sarebbe successo se invece alla corte  cinese fosse  prevalsa  la decisione di insistere nelle spedizioni marittime? Forse il posto degli occidentali sarebbe stato preso dai Cinesi   e avrebbero essi colonizzato il resto del mondo, in america si parlerebbe il cinese e  il cinese, e non l’inglese, sarebbe divenuta la lingua internazionale .  

Ovviante non possiamo sapere quale sarebbe stata  la catena degli  eventi storici se i Cinesi   avessero continuato  nelle loro spedizioni marittime: tuttavia in questo lavoro ci riproponiamo di  esaminare l’impresa marittima cinese per esaminarne i caratteri e confrontarla con le esplorazioni europee che unirono il mondo per la prima volta  circa un secolo dopo

 

 

IL MOMENTO STORICO

 

Nella prima meta del ‘200 la Cina aveva subito la devastante  invasione mongola guidata da Gengis Kan. la cui famiglia divenne in seguito la dinastia imperiale cinese  conosciuta con il nome  di Yuan (1279-1368). Ad essa apparteneva quel Kubilai khan, nipote di Gengis khan, della cui magnificenza raccontava stupito  Marco Polo. In realtà era pur sempre una dinastia straniera contornata da barbari stranieri  sia pure civilizzati.  Nella seconda meta del 1300  la dinasta mongola  fu rovesciata e sostituita con quella dei Ming  ( 1368- 1644) e iniziò il periodo di maggiore  splendore della civiltà cinese.

 In Cina si ebbe quindi un periodo che può essere paragonato al Rinascimento europeo che, per un caso, si manifestava quasi nello stesso tempo. Si tornò alla antica filosofia confuciana che era   una sorta di religione laica dello stato, fiorirono le scuole filosofiche dei “Principi Universali"e quella dello "Spirito Universale". si  affermarono le arti e la poesia.  In realtà quando parliamo di civiltà cinese ci riferiamo soprattutto a questo periodo

La Cina consolidò le sue frontiere allargando il suo dominio per  controllare quelle terre da cui potevano eventualmente  scaturire altre invasioni. si inviarono anche ambascerie in terre lontane  come il Tibet,la Persia l’India per poter mantenere rapporti diplomatici e politici

 In questo quadro si situa una serie di spedizioni marittime  durate trenta anni, dal 1405 al 1434,  in quello che noi chiamiamo Oceano Indiano  e che per i Cinesi   era l’Oceano Occidentale: una grandiosa  flotta, grande quanto nessuno aveva mai visto e nessuno ancora vedrà fino a tempi recentissimi, solcò quei mari al  comando dell’ammiraglio cinese  Zheng He portando il nome, la civiltà, e la potenza cinese in terre lontane.

 

 

I PROTAGONISTI

 

Zheng He nacque nello Yenan, in a una etnia , probabilmente quella degli  Hui, di religione mussulmana che, pur facendo parte dell’imperò cinese, non era quella largamente maggioritaria gli Han che noi occidentali chiamiamo propriamente “cinese”. Il suo nome originario era Ma Ho: “Ma” è la versione cinese di Maometto ,in arabo fu  conosciuto come Hajji Mahmud. fu anche chiamato  Ma Sanbao (grandi risorse).  Fu compagno di infanzia e poi consigliere del principe , Zhu Di, che inseguito a complesse lotte dinastiche divenne  imperatore  con il nome Yongle e  fu uno dei piu gradi sovrani della storia cinse  

 Yongle assegnò a Ma ho il nome onorifico  di “Zheng “ che fu quindi conosciuto  dalla storia con il nome Zheng He , lo nominò Grande Eunuco  (una specie di sovrintendente alla casa imperiale) ) e quindi gli affidò il comando della grandiosa flotta che si andava costruendo per percorrere i mari

Dal 1405 fino  1433 Zheng He percorse i mari in sette lunghi viaggi e mori durate il ritorno dal settimo  viaggio nel 1433 e seppellito in mare. In suo onore fu eretto un monumento funebre in Nanchino che è stato recentemente ricostruito: costituito da sette scalini in pietra  che simboleggiano i suoi sette viaggi, reca l’iscrizione in arabo “ Allah Akbar (Allah è grande)

 A Zheng He si affiancò dal terzo  viaggio, nel 1413, Ma Huan, altro musulmano di una etnia islamica compresa nell’imperò. buon conoscitore anche dell’arabo, appreso forse dai  mercanti musulmani con cui era stato in rapporto, Questi  redasse una serie di descrizione molto particolareggiata dei luoghi visitati indicando per ciascuno di essi ordinamenti, usi, costumi, prodotti, mercanzie e tutto ciò che gli sembrava comunque  notevole. In tutto furono redatti  20 capitoli ognuno dei quali dedicato  a una delle località visitate: la trattazione è sistematica, comincia dall’est con Champa ( Viet nam) per  terminare con La Mecca, nell’estremo occidente   La sua opera  è stata per secoli la principale fonte di conoscenza dei Cinesi   per il mondo esterno, fino all’arrivo degli europei nell’800. Del suo libro è stato redatto in tempi recenti  una edizione critica e annotata  da studiosi Cinesi    e quindi è stata pubblicata una traduzione inglese, recentemente ristampata,  alla quale rimandiamo i lettori eventualmente interessati:

 “ Ying-yai Sheng-lan, The Overall Survey of the Ocean's Shores 1433 by Ma Huan, translated by  J.V.G.Mills , with foreword and preface, Hakluyt Society, London 1970; reprinted by the White Lotus Press, Bangkok 1997.”

 

Potrebbe essere paragonata al Milione di Marco Polo: ma si tratta di cosa molto diversa in quanto, mentre il Milione è opera di un singolo oscuro, viaggiatore incontrollata e incontrollabile, tanto che non pochi dubitano  del fatto stesso che Marco Polo sia stato veramente in Cina,  il libro di Ma Huan invece è una relazione ufficiale  per  la corte imperiale nata da viaggi certamente  effettuati e riporta notizie controllabili da tutte le migliaia  di persone che vi avevano preso parte

 

 

I VIAGGI

 

Le flotte  che compirono erano imponenti ogni nostra immaginazione. Le navi erano centinaia, gli uomini imbarcati fra venti e i trenta mila. Vi erano navi che portavano mercanzia preziose come porcellane e sete,  altre  portavano rifornimenti di cibo e acqua, alcune erano enormi con novi alberi,altre agili e veloci  per i servizi

 Erano delle giunche, tipiche navi Cinesi   fatte con legno di bambu leggero e resistente. Le immense vele  erano issate con grandi argani, si usavano carte piuttosto sommarie nelle quali si vedeva il profilo delle terre, si faceva il punto nave con la bussola  facendo riferimento alle stelle con l’aiuto di carte apposite. La velocità era  misurata da galleggianti ai lati  delle navi, il tempo dal  bruciare di  stecche di incenso di misura  preventivata. .

La velocità di una flotta cosi imponente  era molto bassa, 4 o 5 nodi

 Vi erano imbarcati fino a  trenta mila persone fra  marinai, soldati, commercianti , funzionari dello stato.

 Si trattava quindi di una grande  spedizione militare e civile, non adatta alle esplorazioni di terre nuove. Infatti essi si limitarono a seguire le rotte gia note ai naviganti Cinesi    Costeggiarono l’Indocina, la Malacca quindi si diressero nell’oceano indiano (Oceano occidentale per i Cinesi  ) arrivando in India, in Arabia e quindi nell’Africa orientale

Dovunque attraccavano si consideravano i messaggeri del    grande imperatore e pretendevano l’ossequio e i  tributi dei governanti locali. Qualcuno  considerato un po troppo riottoso  fu addirittura arrestato  e portato in Cina: cosi avvenne a un principe  di Sumatra e a uno dello Sri Lanka

Si intrecciarono anche commerci con i locali. Tuttavia i regali vennero considerati come tributi per l’imperatore da parte di vassalli: in particolar ebbero molto successo  nella corte imperiale  animali esotici come le giraffe e le zebre mai conosciuti prima in Cina : furono eseguiti dipinti dagli artisti di corte che sono giunti fino a noi 

 

Vediamo in particolare gli itinerari dei sette viaggi

 

Il primo viaggio iniziò  nel 1405: la spedizione visitò Champa in Vietn-am. la Malacca, Giava, Aceh in Sumatra, lo Sri Lanka, in india toccò Calcutta e Quilon nel Kerala  

 La seconda spedizione fra il 1407 1 il 1409 segui piu o meno lo stesso itinerario della prima visitando  la Thailandia, Giava Sumatra e il Kerala in india.  

Nella terza spedizione nel  1411 si aggiunse anche  Ma Huan :gli itinerari furono simili ai precedenti: si toccò  il Viet nam , Giava , Malacca, Sumatra, Ceylon, e in india Quilon, Cochin e Calcutta . In questa spedizione furono arrestati e condotti in Cina prigionieri  principi di Sumatra e di Ceylon che non volevano riconoscere la alta sovranità cinese.

Il quarto viaggio inizito nel 1413 si diresse invece vero mete più lontane:  costeggiò i mari del Medio Oriente,il Golfo Persico, Ormuz, Aden e si  inoltro anche nel Mar Rosso. Gli abitanti furono molto impressionati dalla grandezza delle flotte Cinesi   e inviarono all’imperatore ambascerie e doni

Il quinto viaggio. iniziato nel 1417 raggiunse le coste dell’africa orientale vistando Mogadicio, Mombasa  e Zanzibar

Il sesto viaggio iniziato nel 1421 raggiunse anche l’africa occidentale ripercorrendo le  stesse rotte del precedente 

Il settimo viaggio parti dopo la morte dell’imperatore Yongle, nel 1431:  raggiunse Calcutta: quindi una parte della flotta si fermò con Zheng he e un’altra parte invece prosegui per  il Golfo Persico e il Mar Rosso. e l’africa: alcuni raggiunsero anche la Mecca con  Ma Huan che  potè quindi fare il suo  pellegrinaggio rituale. Durante il ritorno Zheng  He, all’eta di 60 anni , morì  e fu  seppellito in mare

 

FINE DELLE  IMPRESE

 

 L’impresa si arresto  bruscamente . Morto  Yongle,   il nuovo imperatore  Hung Hsi , nel 1433  ordino la fine dei viaggi. che non furono più ripresi Si dispose  anzi che non si costruissero piu navi tanto grandi  da poter sfidare l’oceano

Per questa decisone che sembra sorprendente  possiamo considerare due cause fondamentali, una più contingente di carattere economico e una più generale attinente in generale  alla cultura e alla politica della Cina

Dal punto di vista economico l’impresa apparve fallimentare. Le immense spese  necessarie a muovere una flotta di tali dimensioni  non potevano certo essere ricompensate da qualche utile nel commercio che pure ci fu, specie poi se consideriamo il breve periodo  

 La causa più generale però era nella mentalità  propria della Cina. I Cinesi   erano convinti che nulla di veramente importante e utile si potesse trovare al di fuori dell’imperò che non potesse esser fatto meglio nell’ambito dell’impero stesso. La Cina è circondata infatti da terre inospitali da cui periodicamente  vengono fuori  popoli  nomadi o seminomadi (i barbari) che si lanciano contro  l’impero mettendone in pericolo la stabilità e la prosperità. L’idea quindi comune dei Cinesi   era che essi costituivano non UNA  delle civiltà ma propriamente LA civiltà avendo anche scarsa consapevolezza e considerazione  delle  altre civiltà che pure fiorivano in altre parti dl mondo ( Europa,India, Medio-Oriente. 

Da questo punto di vista  non si vedeva quindi la utilità di continuare una impresa cosi costosa : anche se si fosse riusciti  a stabilire il proprio predominio nell’ Oceano  Occidentale, non si vedeva quale utile poteva poi venirne alla  Cina. Molto più opportuno concentrarsi nella difesa dei confini terrestri ad est e a nord da cui potevano scaturire le  invasioni barbariche. e pattugliare i mari presso le coste per difendere   i trasporti dai pirati che avevano base in Giappone. Le imprese di Zheng He  costituirono una eccezione mai più ripetuta, una anomalia della politica cinese che nella sua millenaria storia non si è mai spinta molto al di fuori dei suoi confini e soprattutto non ha mai tentato di espandesi di la dei suoi mari : non se ne ravvisava  la utilità,  il senso

 

CINESI   ED  EUROPEI

 

Grandi differenza  intercorrono  fra le spedizioni Cinesi   e quelle degli navigatori europei di alcuni decenni dopo

Quando nel 1498 Vasco de Gama con  i suoi vascelli apparve nell’oceano indiano non pochi di quegli abitanti pensarono che i Cinesi   fossero tornati. Ma in realtà si trattava  di qualcosa di molto diverso

Le motivazioni innanzi tutto erano molto diverse. I portoghesi, piccola nazione periferica dell’Europa non pretendevano certo, come i Cinesi  , di essere il centro del mondo e le loro intenzione erano di commerciare e non di crearsi un impero. Esclusi dal mediterraneo in cui da sempre passavano i commerci i Portoghesi sognavano di commerciare   circumnavigando l’africa,  raggiungendo direttamente l’Oriente,  evitando quindi la intermediazione araba. Non volevano territori da governare ma basi navali, empori ,cosi come avevano le repubbliche marinare italiane in Medio-Oriente. Per questo Enrico il navigatore fece ogni sforzo e alla fine  i Portoghesi riuscirono realmente a raggiungere direttamente l’Oriente. I Cinesi   invece non avevano alcuna intenzione di aprire nuove strade  non conosciute. Non si diressero infatti verso il mare che avevano   di fronte, l’Oceano  Pacifico   perchè non vedevano nessuna utilità nell’esplorare quelle  terre barbare e primitive Seguirono invece le rotte gia conosciute, non scoprirono alcuna  terra non nota alla civiltà  gia prima

Per i Cinesi   poi il motivo dei commerci, fondamentale per i Portoghesi,  era abbastanza secondario rispetto a quello di stabilire un supremazia politica nell’ Oceano Occidentale

Le navi portoghesi erano piccoli vascelli: ci meravigliamo quando ne vediamo le ricostruzioni come navi cosi piccole potessero sfidare gli oceani;,potevano misurare intorno ai 30 o 40 metri di lunghezza mentre l’ammiraglia di Zheng He ne misurava  140. La flotta cinese era una specie di città galleggiante,  poderosa ma incapace di percorrere le immense distanze come le  piccole navi  europee.

I Portoghesi  però, come i Cinesi  , furono alla fine delusi dai risultati economici.  E’ vero che riuscirono a portare in Europa mercanzie orientali  a prezzi concorrenziali rispetto a quelle  delle marinerie del mediterraneo: tuttavia le spese per sostenere  le flotte su distanze cosi enormi e per condurre  difficili guerre per  debellare la concorrenza araba  finirono con il sorpassare gli utili stessi  anche se si tiene presente che poi un maggiore afflusso di merci finiva con farne diminuire il prezzo. L’impero portoghese, infatti, in realtà non portò benefici duraturi al Portogallo anzi in qualche modo contributi alla sua decadenza

D’altra parte le scoperte geografiche non portarono grandi vantaggi economici a nessuna nazione, almeno nel breve periodo. Solo un caso fortuito fece per qualche tempo ricca la Spagna: infatti in America si trovarono quei metalli, oro e argento, che in Europa venivano usati come moneta di scambio per la loro rarità : ma in America essi erano molto più comuni e non usati per la monetazione. Per  questo i Conquistadores e la Spagna si arricchirono ma era pure ricchezza   momentanea  in quanto solamente monetaria e svanì presto lasciando la Spagna più povera di prima

Le nazioni europee in seguito alle esplorazioni conquistarono immensi territori,  soprattutto nelle Americhe. Tuttavia si trattava di territori  abitati  da popoli piuttosto primitivi: anche le civiltà amerinde del Perù e del Messico, per quanto evolute, erano tuttavia  indietro di millenni rispetto all’Europa.

 La formazione di imperi coloniali fu anche esso un imprevisto  per l’Europa: solo nell’800 invece le potenze europee si mossero proprio per crearsi imperi coloniali, anche in paesi di antiche civiltà come quelli islamici e indiani e infine anche nella stessa Cina che comunque non riuscirono mai a conquistare .

 La spedizione cinese di Zheng He aveva invece proprio per scopo principale di stabilire  la egemonia su tutti i popoli .

D’altra parte le esplorazioni europee furono essenzialmente opere di privati,spesso stranieri  Lo stato si limitava a patrocinarle, ad autorizzarle, qualche  volta a finanziarle: ma quelli che si muovevano erano soprattutto dei privati mossi dall’ansia di arricchirsi o  comunque del successo personale. Solo in un secondo tempo gli stati intervenivano direttamente. Ad esempio, fino alla seconda meta dell’800,  i domini inglesi in India appartenevano a un ente privato ,la Compagnia britannica  delle indie e non alla corona. I viaggi Cinesi   invece erano propriamente una espressione dello stato, guidati da un fiduciario personale dell’imperatore, organizzata da funzionari dello stato e tutto  a spese comunque dello stato: i mercanti si aggregarono, ma solo in funzione secondaria.

 

CONCLUSIONE

 

In conclusione ci pare  priva di fondamento l’idea che le imprese di Zheng He, anche se fossero state continuate, avrebbero portato la Cina al predominio nei mari e quindi sulle terre in tutto il mondo: l’dea di conquistare il resto del mondo era del tutto fuori della cultura cinese perché per essa  il resto del modo era senza valore. Solo nell’800 i Cinesi   si accorsero, con stupito dolore, che  gli europei non erano i soliti barbari incivili come tanti precedentemente nella millenaria storia della Cina  

Tuttavia bisogna considerare pure che se i Cinesi avessero mantenuto la loro egemonia nell’Oceano Indiano i Portoghesi si sarebbero trovati   di fronte a una grande potenza e non avrebbero potuto cosi facilmente  istaurare un loro predominio in quei mari

 

 

 

 

NOTA SULLA SCOPERTA CINESE   DELL’AMERICA

 

Un  ex ufficiale di marina americano,Gavin Menzies, ha nel 2002 sostenuto in articoli vari e in un libro  dal tiololo," 1421: The Year China Discovered the World " che Zheng He  avrebbe anche raggiunto e esplorato  l’America: si ipotizza pure che una carta di Zeng He sia arrivata,  a mezzo di mercanti italiani, fino a  Portoghesi che si sarebbero basati quindi su queste notizie per i propri viaggi. La affermazione si basa su un mappamondo cinese ritenuto dell’ epoca do Zheng He nel quale appare anche il disegno delle coste americane . La tesi  non solo non ha alcun  fondamento ma appare assolutamente assurda ed è stata  rigettata da tutti gli esperti, sia europei che Cinesi  , ed è veramente  sorprendente che abbia ricevuta tanta attenzione. Innanzitutto  il mappamondo è una evidente copia cinese del 700 di una carta europea: appare addirittura la dicitura “america” che secondo l’autore sarebbe stata aggiunta in seguito. Appaiono chiaramente i contorni di tutto il continente americano cosa assolutamente inconcepibile anche se Zheng He avesse veramente, come ipotizza il fantasioso autore, oltrepassato il Capo di Buona Speranza e raggiunto in qualche punto il continente americano. D’altra parte, come abbiamo visto,un resoconto  di tutte le terre visitate fu redatto da  Ma Huan  e non si vede perchè questi avrebbe dovuto tacere di una scoperta cosi importante. A parte tutto però la scoperta dell’america contraddicerebbe  proprio il senso dei viaggi di Zheng He: come abbiamo visto i Cinesi   non intendevano affatto scoprire nuove terre ma stabilire una egemonia sulle terre gia conosciute: se avessero voluto scoprire nuove terre non si sarebbero dirette verso occidente ma ad est inoltrandosi nell’Oceano  Pacifico: in questo caso di terre ne avrebbero scoperte tante e avrebbero prima o dopo raggiunto  anche le Americhe. Ma come abbiamo visto, i Cinesi   non erano interessati al mondo al di la della Cina  che, secondo la loro  concezione, non poteva avere nulla di interessante.

 http://www.giovannidesio.it/zheng%20he%20.asp



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Cina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia della Cina.
Una%20delle%20statue%20che%20fa%20parte%20dellesercito%20di%20terracotta,%20a%20XiAn
Una delle statue che fa parte dell'esercito di terracotta, a Xi'An

La Cina è stata abitata dall'uomo fin da tempi antichissimi: i resti umani ritrovati e classificati come specie ominide a sé (Sinanthropus pekinensis o uomo di Pechino) risalgono a circa 500.000 anni fa. La società cinese passò da matriarcale (10.000 anni fa) a patriarcale (5.000 a. C.) sviluppando l'agricoltura e l'artigianato. Di questo periodo non abbiamo fonti storiche al di fuori di miti e leggende tramandate oralmente: le tre grandi figure di questi miti sono Huang Di, l'Imperatore Giallo, il primo a unificare la Cina, Lei Zu, sua moglie, che introdusse il baco da seta, e Yu il Grande[4] (2205-2197 a.C.) che introdusse l'uso delle armi di bronzo e la dinastia Xia, la prima della storia nazionale. Successivamente ci fu l’epoca dei regni combattenti conclusa con l’unificazione di tutta la Cina nel 221 a.C. con la fondazione della dinastia Qin. Da qui in poi la storia cinese si identifica con l'impero Han, seguito da varie dinastie ufficiali, fino allo scoppio della Guerra dell'oppio fra Cina e Inghilterra, aprendo il periodo delle concessioni agli stranieri.

Dopo un secolo di rivolte e turbolenze, sedate con l'aiuto di potenze europee e del Giappone, l’autorità imperiale si indebolì sempre di più e nel dicembre 1911, a Nanchino viene proclamata la Repubblica, ponendo fine al Celeste Impero.

Due guerre civili fra nazionalisti e comunisti (1927-1937 e 1945-1949) e l'invasione giapponese (1937-1945) termineranno con la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese di Mao Zedong il primo ottobre 1949.

Nella seconda metà del Novecento, si afferma una linea economica che inizialmente segue il modello sovietico e poi tenta un percorso alternativo che porterà al disastro del Grande balzo in avanti. La terribile carestia, la repressione, i lavori forzati e la Rivoluzione Culturale in cui furono protagoniste le Guardie Rosse, provocheranno decine di milioni di morti.

Dopo le diverse carestie nel Paese, gli scontri politici interni del Partito, si afferma Deng Xiaoping, che riorganizza l'economia cinese, favorendo il riconoscimento costituzionale della proprietà privata e l'apertura del mercato ad investimenti esteri.

Le proteste di Tien An Men, non fermano la politica del Partito Comunista, che dopo il ritorno di Hong Kong e Macao, porta l'economia cinese ai primi posti del globo.




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Le Quattro Invenzioni Grandi


La bussola, la polvere nera, la fabbricazione della carta e la stampa, le quattro invenzioni grandi dalla gente lavorante della Cina antica, sono contributi significativi della nazione cinese a civilizzazione del mondo.

La bussola è uno strumento che mostra il senso. Lo strumento sud-indicante più in anticipo ha assomigliato ad un cucchiaio. La bussola rotonda ha prodotto dopo i miglioramenti costanti. Più successivamente è stata usata estesamente nella navigazione e nei funzionamenti militari. Nel dynasty nordico di canzone è stata introdotta al mondo ed all'Europa arabi.

Nella loro pratica dell'alchemia, alcuni necromancers cinesi antichi hanno scoperto che un'esplosione potrebbe essere indotta se determinati generi di minerale e di combustibile fossero mescolati insieme nella giusta proporzione e fossero riscaldati, conducenti così all'invenzione di polvere nera. Il metodo di polvere-fare è stato introdotto nel mondo arabo nel dodicesimo secolo ed allora in Europa nel quattordicesimo secolo.

La fabbricazione della carta ha provenuto dalla necessità di sviluppo e dello scambio culturali. Ispirato tramite il processo di annaspare di seta, la gente è riuscito in primo luogo a fare un genere della carta, che hanno chiamato "bo" (seta) ed allora della carta dalla cellulosa da canapa. Nei giorni in anticipo del secondo secolo, il Cai Lun ha prodotto un genere di carta dalla corteccia, dai panni, dai gambi del frumento e da altre materie prime che era poco costosa, chiara, sottile e bene durevole. All'inizio del terzo secolo, il processo di fabbricazione della carta in primo luogo si è sparso in Corea ed allora nel Giappone. ha raggiunto il mondo arabo nel dynasty di linguetta ed allora ad Europa nel twelfth secolo.

L'arte di stampa è la tecnologia di produrre le immagini stampate secondo lo scritto o l'immagine originale. Nel dynasty di canzone, la Bi Sheng in primo luogo ha inventato il tipo mobile. Ha intagliato l'individuo tramite un processo di panificazione lento, con conseguente parti di tipo mobile. Da quel momento in poi, la stampa del libro è stata resa molto più facile e sia la velocità che la qualità notevolmente sono state migliorate. Questa tecnologia presto si è fatta conoscere in Corea, nel Giappone, nel Vietnam ed Europa. La tecnologia di stampa oggi che usando il tipo mobile fatto di metallo è basata sul tipo dello Sheng della Bi.

Le quattro invenzioni grandi erano contributi straordinarii a sviluppo ed allo scambio culturali umani.

http://it.travel-in-china.com/discovery/The-Four-Great-Inventions.php



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Originally posted by tramonto78 tramonto78 wrote:

e pare ci siano anche i templari prima di colombo. 


I Templari in America è una leggenda,alla Brown, non provata storicamente.


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Gli scambi commerciali tra cinesi ed europei son sempre avvenuti da migliaia di anni,via mare e terra.
Non c'è stato solo Marco Polo ad arrivare in Cina alla corte dell'imperatore.
Lo stato cinese ha cinquemila anni ed è sorto molto prima delle analoghe strutture europeee.
Addirittura,
anche prima,se non erro, degli stati Sumerico, Assiro- Babilonese e di quello Egizio.
I cinesi nella loro lunga storia hanno inventato di tutto.Ad esempio la polvere da sparo,le armi da fuoco,la bussola, la carta e la stampa,
La loro tecnologia viaggiò in varie fasi verso l'Europa, attraverso la zona di influenza araba,insieme alle spezie e alla seta(il baco da seta fu poi rubato e portato in Europa da un monaco).
Che poi sia arrivata o no una flotta vcinese in Europa ha importanza relativa dal punto di vistra storico-scientifico.
E' ovvio che se anche non c'era internet  e il sapere viaggiava a dorso di camello o  di nave,che la allora superiore scienza cinese arrivasse prima o poi ovunque in occidente.
In quanto all'influenza che potrebbe aver avuto su Leonardo e Galilei nessuno lo può dire, neppure i loro contemporanei.
Il contenzioso tra Meucci e Bell  è la prova che  l'attribuzione delle scoperte scientifiche è sempre difficoltoso,anche ai nostri giorni,in cui tutto è ben meglio documentato.



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e pare ci siano anche i templari prima di colombo. 
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Però trovo insensato quello che dice su leonardo che ha copiato. 
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Si lo penso anche io che il primo ad avvistare l' America fu Erik il Rosso e il primo a sbarcarvi fu il figlio del precedente, ovvero Leif il Fortunato, che battezzò la terra Vinland Terra delle Vigne. Amerigo Vespucci invece non scoprì l'America ma fece esplorazion nella zona. Oggi  per scoperta  si intende più chi l'ha effettivamente fatta conoscere al mondo e non solo chi ci era stato.

Edited by tramonto78 - 29 Jul 2008 at 12:34
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Storia [modifica]

Si tratta dell'unico accreditato villaggio vichingo del Nordamerica al di fuori della Groenlandia; qui è stata condotta una ricerca archeologica durata molti anni che ha portato alla luce abitazioni, oggetti e utensili compatibili con la civiltà che li avrebbe creati. L'insediamento risale ad oltre 5 secoli prima dei viaggi di Cristoforo Colombo e in esso si trovano le più antiche costruzioni europee delle Americhe[1]

Inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, è da molti ritenuto essere il leggendario Vinland, l'insediamento dell'esploratore Leif Ericsson intorno all'anno 1000.

Il clima di Terranova a quell'epoca era significativamente più caldo di quanto non sia oggi. Secondo la Saga dei groenlandesi, Ericsson partì dalla Groenlandia per cercare la regione di cui gli aveva narrato Bjarni Herjólfsson. Egli trovò così una terra ricca di salmoni, uva e libera dai ghiacci durante l'inverno, da cui portò con sé una gran quantità di legname verso la Groenlandia (che aveva pochissimi alberi).

L'Anse aux Meadows è stato identificato in diversi modi, e cioè:

  • il primo insediamento costruito dai Vichinghi dopo lo sbarco;
  • l'insediamento costruito dopo essere scappati da un attacco di popolazioni Skræling;
  • un insediamento non menzionato nella saga.
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Mappa che mostra l'espansione vichinga

L'insediamento di L'Anse aux Meadows consisteva di almeno otto edifici, tra cui una fucina e una segheria, che doveva rifornire un cantiere navale. La costruzione più grande misurava 28,8 metri per 15,6 e consisteva di numerose stanze[2].

La saga descrive un tentativo di colonizzazione guidato da Thorfinn Karlsefni, con almeno 135 uomini e 15 donne (tra cui la sorellastra di Leif Freydís Eiríksdóttir), che utilizzò l'insediamento di Leif Ericsson (forse L'Anse aux Meadows) come base. Benché non sia possibile stabilire con certezza se L'Anse aux Meadows sia veramente il Vinland della saga, è certo che un gruppo di colonizzatori norvegesi visse qui tra la fine del X e gli inizi dell'XI secolo.[2]

Il sito venne utilizzato per soli due o tre anni. Si crede, in base ad evidenze sia archeologiche che letterarie, che l'abbandono sia stato causato dalle pessime relazioni con i nativi americani. Sono state suggerite anche altre cause, come conflitti relativi alle donne o inverni particolarmente rigidi.

L'Anse aux Meadows può essere anche in relazione con la leggenda algonchina del Regno di Saguenay, popolata da una razza di uomini biondi e pelosi, ma questa è solo una congettura.

Immagini [modifica]

Un altro scorcio di L'Anse-aux-Meadows

Bibliografia e note [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]



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Anse aux Meadows

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Coordinate: 51°35′42.96″N 55°31′52.40″W / 51.5952667, -55.531222

Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Sito Storico Nazionale di Anse aux Meadows
L'Anse aux Meadows National Historic Site
Tipologia Culturale
Criterio vi
Pericolo Bene non in pericolo
Anno 1978
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Canada


L'Anse aux Meadows (una corruzione del francese L'Anse-aux-Méduses, ovverosia La baia delle meduse) è un sito archeologico che si trova nella parte più settentrionale dell'isola di Terranova, in Canada, in cui nel 1960esploratore norvegese Helge Ingstad e la moglie archeologa Anne Stine Ingstadvichingo
scoprirono i resti di un antico villaggio






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Erik il Rosso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Secondo una saga vichinga, Erik il Rosso (Eiríkur rauði Þorvaldsson) fu lo scopritore della Groenlandia.

Nato nel 940 circa in Norvegia, egli fu esiliato a causa di un omicidio e andò in Islanda, dove, dopo poco tempo, fu bandito; assieme alla sua famiglia e ai suoi schiavi partì allora a bordo di navi per cercare una terra che si diceva si trovasse a nord-ovest. Dopo molti giorni la trovò e la esplorò per 3 anni. Allo scadere del bando tornò in Islanda alla ricerca di coloni. Li trovò senza problemi, anche perché parlava della nuova terra come una terra verde e rigogliosa (infatti Groenlandia vuol dire proprio Terra Verde). Assieme a loro si è insediato ed ha fondato la prima comunità vichinga nel 986. Nel 1001 il figlio di Erik, Leifur Eiríksson (chiamato anche Leif il Fortunato), si spinse ancora più ad occidente e scoprì un'altra terra che battezzò Vinland (da win vino/vite, e land terra/landa), che corrisponderebbe all'attuale Terranova (Newfoundland). L'altro figlio di Erik, Thorvald, perse la vita in America, mentre cercava di risalire il fiume di San Lorenzo.

Questo racconto, che in passato veniva ritenuto leggendario, è stato confermato nel 1961 dalla scoperta di alcune tombe vichinghe dell'XI secolo a L'Anse aux Meadows.



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L'America del nord la scopersero prima di chiunque altro,in epoca preistorica, i progenitori degli attuali pelirosse e gli eschimesi.Il Sudamerica giunsero genti diverse,in varie epoche, provenienti dall'area dell'oceano Pacifico.
Le date?Migliaia di anni prima di cinesi ed europei.
In quanto alla flotta cinese,è noto,ci sono prove storiche presso gli archivi di stato cinesi, che effettivamente giunse in America anni prima dell'arrivo casuale degli europei,che avevano attraversato l'oceano Atlantico convinti di arrivare in Cina.Non sapevano che di mezzo alla loro agognata meta ci fosse il continente americano.
Prima di cinesi e di Colombo,erano comunque arrivati in Nord America i vichinghi di Erik il Rossso.


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E HA SOSTENUTO NEL 2002 CHE I CINESI HANNO SCOPERTO L'AMERICA 70 ANNI PRIMA DI CRISTOFORO COLOMBO. 
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CHE SE VOLEVANO FREGÀ LA PATERNITÀ DI MEUCCI PER L'INVENZIONE DEL TELEFONO. MO CE SE METTONO PURE I CINESI CHE VOGLIONO FREGÀ LEONARDO DA VINCI  E GALILEO GALILEI CON TUTTO CRISTOFORO COLOMBO.

Leonardo ha copiato sue invenzioni dai cinesi, dice nuovo libro.


LO STORICO PER PASSIONE GAVIN MENZIES HA PUBLICATO UN NUOVO LIBRO IN CUI SOSTIENE CHE LEONARDO DA VINCI ABBIA COPIATO I SUOI DISEGNI DI INGEGNERIA DA INVENTORI ASIATICI DEL CONTINENTE PIU POPOLOSO DELLA TERRA.

SCRIVE CHE UNA FLOTTA CINESE AVREBBE PORTATO IN ITALIA NEL 1434 DELLE ENCICLOPEDIE DI TECNOLOGIA ASIATICHE, CHE TUTTO CIO HA INNESCATO IL RINASCIMENTO E CHE LEONARDO E GALILEI HANNO CREATO SU CIO CHE E STATO PORTATO DAI CINESI.
SE LA TEORIA VERREBBE ACCETTATA SI FAREBBE UNA DOLOROSA RIVALUTAZIONE DELLA STORIA. MA LE SUE TEORIE VENGONO DEFINITE INSENSATE DA MOLTI ACCADEMICI, MA MENDIEZ E MOLTO APPREZZATO DAI SUOI LETTORI.

LA NOTIZIA QUI

UN'ATRO CHE DICE BAGGIANATE COME IL DAN BROWN QUELLO CHE SCRISSE IL CODICE DA VINCI?   PUR DI VENDERE MILIONI DI COPIE? Confused


Edited by tramonto78 - 29 Jul 2008 at 11:43
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