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Topic: Le Mie Ricette e Consigli Vari Postato: 26 Jul 2010 alle 11:58 |
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Postato: 28 Jul 2010 alle 10:57 |

Le orecchiette sono un famosissimo formato di pasta e rappresentano il simbolo gastronomico della regione Puglia. Lavorate rigorosamente a mano, le orecchiette sono rotonde e concave, con il centro più sottile del bordo e con la superficie ruvida, e con le dimensioni di circa 3/4 di un dito pollice. La loro forma particolare abbinata alla superficie rugosa, fa si che ogni condimento vi si adatti in maniera impeccabile, anche se, l’accompagnamento perfetto per le orecchiette, sono da sempre lecime di rapa. Per quanto riguarda le origini delle orecchiette, c’è da dire immediatamente che sono avvolte nel mistero, anche se sembra abbastanza evidente la loro natalità Pugliese. Secondo il parere di molti esperti, le odierne orecchiette deriverebbero dalle“lixulae”,un tipo di pasta dalla forma rotonda con il centro concavo ottenuta con farina, acqua e formaggio, che veniva preparata nell’antica Roma e di cui ci lascia testimonianza anche il grande storico Varrone. La cosa certa è che le orecchiette presero così tanto piede che nel corso degli anni diventarono un piatto molto ricercato ed amato. A testimonianza di ciò, attorno alla fine del ‘500, negli archivi della chiesa diSan Nicola di Bari fu ritrovato un documento con il quale un padre donava il panificio alla figlia e nell’atto notarile si poteva leggere che la cosa più importante lasciata in dote matrimoniale era l’abilità della figlia a preparare le“recchietedde”.
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■ Preparazione

Mettete sulla spianatoia la semola mista al sale nella classica forma a fontana con una conca al centro e versatevi l’acqua tiepida. Lavorate il tutto per almeno una decina di minuti fino a quando, all’interno dell’impasto, si saranno formate delle bollicine: continuate ad impastare per altri 5 minuti fino ad ottenere una pasta soda e liscia.
Iniziate ora a lavorare la pasta un pezzo per volta ricordandovi di coprire il resto con un panno umido per evitare che si possa asciugare. Staccate quindi un pezzo di pasta, arrotolatelo fino ad ottenere un cilindro dello spessore di una biro e tagliatelo a pezzetti lunghi circa 1 centimetro. Con la punta arrotondata di un coltello, trascinate ogni pezzetto dipasta sulla spianatoia in modo che la pasta si curvi assumendo la forma di una conchiglia. A questo punto, appoggiate ogni conchiglia sulla punta del dito pollice e rovesciatelaall'indietro per ottenere finalmente le vostre orecchiette. Mettete tutte le orecchiette una accanto all'altra su di un telo o sulla stessa spianatoia per far si che si asciughino, ed ecco pronte le vostre orecchiette. ■ Consiglio

Poiché le orecchiette necessitano di un tempo abbastanza lungo di asciugatura, vi consiglio di prepararle la sera prima e lasciarle asciugare per almeno una notte. Non può mancare un consiglio su come preparare queste buonissime orecchiette: secondo la tradizione “la morte loro”sarebbe con le cime di rapa ma, ottimi accompagnamenti sono anche i broccoletti, un buon sugo di pomodorosemplice semplice o ancora, un sugo con braciole dimaiale…a voi la scelta! ■ Curiosita'

Nonostante il mondo intero le conosca semplicemente come orecchiette, in Pugliaesistono svariati modi di identificare questo particolare tipo di pasta fresca: “recchie o recchietelle”, per la loro forma che ricorda vagamente quella di un orecchio,“chianchiarelle” se di formato piccolo, “pociacche” si di dimensione maggiore ed infine “strascinati”, a ricordare che durante la preparazione vengono “strascinate”sulla spianatoia.
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Postato: 28 Jul 2010 alle 11:20 |
Panzanella è il nome toscano di una pietanza estiva rustica, un piatto povero di derivazione contadina, molto semplice, che non necessita di cottura e che veniva consumato nei campi da chi, per lavoro, restava fuori casa tutto il giorno. Gli ingredienti principalidella panzanella, che si può definire piatto unico, sono ilpane raffermo, (per rimanere fedeli alla ricetta originale sarebbe meglio usare la pagnotta toscana), ipomodori, i cetrioli, lacipolla rossa , il basilico ,sale, pepe, aceto e olio.
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| Ingredienti- Pane
4 grosse fette di pagnotta rustica (toscano, pugliese, Altamura) - Pepe
nero macinato a mulinello a piacere - Pomodori
2 maturi da insalata (oppure ciliegini) - Sale
q.b.
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■ PreparazioneTagliate la cipolla a fettine sottili (1) e mettetela in ammollo in una ciotolina ricoprendola con acqua e un cucchiaio di aceto (2) per almeno due ore. Sbucciate il cetriolo (3)
e tagliate il cetriolo a fettine sottili (4). Quindi tagliate i pomodori a cubetti (5) e tenete le verdure così tagliate da parte. Tagliate 4 fette di pane abbastanza grosse, togliete loro la crosta (6)
e bagnatele (senza infradiciarle) con una soluzione di acqua fredda e aceto (1 cucchiaio), fino a farledivenire soffici e ammorbidirle ma non spappolarle (7). Strizzate quindi delicatamente le fette di pane senza però romperle, e spezzettatele grossolanamentein una zuppiera o insalatiera capiente (8), dove aggiungerete la cipolla di Tropea (scolata della sua acquadi ammollo) (9),
 aggiungerete i pomodori senza semi (10) e tagliati a dadiniil cetriolo sbucciato e affettato sottilmente (11), e le foglie di basilico spezzettate a mano (12).
 Amalgamate delicatamente (13). Condite il tutto con del sale, pepe e un po' d'olio extravergine d’oliva, e amalgamate di nuovo. Se preferite potete ancora dell'aceto (15). Mettete poi la panzanella in frigorifero per almeno un’ora in modo che i sapori si diffondano e si mischino per bene, e al momento di servire, se necessario e a seconda dei gusti, condite con altro aceto e olio.
■ ConsiglioLa panzanella ha subito col tempo numerose rivisitazioni e arricchimenti, quali l’aggiunta di vari ingredienti come lattuga, uova sode, acciughe, tonno, sedano e quant’altro la fantasia abbia suggerito... provare non costa nulla!!! Se volete, potete bagnare e sbriciolare il pane tenendolo già pronto in frigorifero per alcuni giorni, per utilizzarlo più volte, ma vi suggeriamo di non conservare a lungo la panzanella già condita poichè ipomodori, tendono a diventare acidi.
■ Curiosita'L’origine del nome panzanella è incerto; si crede che derivi dall'usanza dei contadini di bagnare ilpane secco e raffermo (per non buttarlo) e di unirlo alle verdure reperibili nel proprio orto, mischiando il tutto in un'insalatiera. Quindi "pane" e "zanella" (che significa piatto fondo, zuppiera). A Lamoli, piccola frazione del Comune di Borgo Pace, fin dal 1968, la Pro-Loco Trabaria organizza, nelle giornate a cavallo del ferragosto, la sagra della panzanella: Lamoli, si trova infatti a pochi chilometri dal confine Toscano.
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Un giorno la luna disse al sole: Ti amo.. Il sole arrossì e nacque il tramonto.
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Abusi sui minori: combattiamo la pedofilia Bambini sfruttati, violentati e picchiati. Costretti a fare l'elemosina e a consegnare i soldi, pena le botte, ai loro aguzzini, nella maggior parte dei casi parenti o genitori. Di storie tristi e angosciose che hanno come protagonisti i bambini se ne sentono tante, troppe. E' in crescita purtroppo anche il fenomeno degli abusi sessuali sui minori compiuti spesso da persone di loro conoscenza, nella maggior parte dei casi familiari. "Le violenze avvengono sopratutto dentro casa e non riguardano solo le famiglie degradate ma tutte le classi sociali e tutte le categorie di professionisti" dicono gli esperti della Polizia di Stato. "Tra l'altro gli abusanti si avvicinano ai bambini gradualmente e in modo subdolo per riuscire a conquistare la loro fiducia". E in fenomeno si diffonde sempre di più anche su Internet. In alcuni casi per fortuna rari, ma raccapriccianti le violenze sono tali da arrivare perfino ad uccidere le piccole vittime.
Oltre agli uffici minori, istituiti presso le varie questure in seguito alla legge n. 66 del 96, con lo scopo di risolvere i problemi dei minorenni e delle famiglie in difficoltà, è stata costituita anche una Sezione Minori presso la Direzione centrale della polizia criminale e alcune sezioni specializzate presso le Squadre mobili delle questure. Questi uffici si occupano in particolare delle indagini sugli abusi sessuali, lo sfruttamento della prostituzione, la pornografia infantile e il turismo sessuale a danno dei più piccoli.
Bisogna inoltre sottolineare l'impegno, in costante aumento, che la polizia postale e delle comunicazioni dedica alla denuncia e all'oscuramento dei siti internet a contenuto pedo-pornografico. Utile si è rivelata la collaborazione dei navigatori che a Stop-it, il sito realizzato dall'associazione "Save the Children" in collaborazione con la Postale, a cui sono giunte dal 2002 ad oggi ben 7.770 segnalazioni.
Come difendere dagli abusi i propri figli? Prima di tutto parlare con loro e non lasciarli troppo da soli. Ma ecco anche alcuni consigli per i genitori che vogliono difendere i loro bambini. Polizia Postale
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Postato: 28 Jul 2010 alle 15:36 |
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Aggiungi ai preferiti Qualche consiglio per i genitori- Dite ai vostri figli di non fornire dati personali (nome, cognome, età, indirizzo, numero di telefono, nome e orari della scuola, nome degli amici), potrebbero essere utilizzati da potenziali pedofili.
- Controllate quello che fanno i vostri figli quando sono collegati e quali sono i loro interessi.
- Collocate il computer in una stanza di accesso comune piuttosto che nella camera dei ragazzi e cercate di usarlo qualche volta insieme ai vostri figli.
- Non permettetegli di usare la vostra carta di credito senza il vostro permesso.
- Controllate periodicamente il contenuto dell'hard disk del computer usato dai vostri figli, verificando la "cronologia" dei siti web visitati.
- Cercate di stare vicino ai vostri figli quando creano profili legati ad un nickname per usare programmi di chat.
- Insegnategli a non accettare mai di incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in rete, spiegando loro che gli sconosciuti così incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli in cui ci si imbatte per strada.
- Leggete le e-mail con i vostri figli, controllando ogni allegato al messaggio.
- Dite loro di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica di tipo volgare, offensivo o pericoloso e, allo stesso tempo, invitateli a non usare un linguaggio scurrile o inappropriato e a comportarsi correttamente.
- Spiegate ai vostri figli che può essere pericoloso compilare moduli on line e dite loro di farlo solo dopo avervi consultato.
- Stabilite quanto tempo i vostri figli possono passare navigando su Internet e, soprattutto, non considerate il computer un surrogato della baby-sitter.
- Esistono particolari software, facilmente reperibili su internet, che impediscono l'accesso a siti non desiderati (violenti o pornografici per esempio). I "filtri" possono essere attivati introducendo parole-chiave o un elenco predefinito di siti da evitare. E' opportuno però verificare periodicamente che funzionino in modo corretto e tenere segreta la parola chiave.
12-03-2010
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Postato: 28 Jul 2010 alle 15:38 |
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Aggiungi ai preferiti Polizia postale e delle comunicazioni
L'evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha reso indispensabile l'uso di Internet quale mezzo di scambio di informazioni, di accesso alle grandi banche dati, di esecuzione di transazioni e disposizioni finanziarie, di ideazione e creazione di nuove attività professionali.
La rapida diffusione dell'uso di Internet ha ben presto messo in evidenza i punti di debolezza della Rete stessa, in particolar modo con riferimento alla sicurezza informatica. E' in questo scenario che nasce, con legge riforma dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, quale "specialità" della Polizia di Stato all'avanguardia nell'azione di prevenzione e contrasto della criminalità informatica e a garanzia dei valori costituzionali della segretezza della corrispondenza e della libertà di ogni forma di comunicazione. Il principale sforzo operativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni è nella direzione del continuo adeguamento della propria risposta alle nuove frontiere tecnologiche della delinquenza.
La polizia delle comunicazioni è presente su tutto il territorio nazionale attraverso i 20 compartimenti, con competenza regionale, e le 80 sezioni con competenza provinciale, coordinati a livello centrale dal Servizio Polizia delle Comunicazioni.
Gli uffici sono dotati di indirizzi e-mail ai quali è possibile chiedere informazioni o inviare segnalazioni di violazione di norme penali nei settori della specialità.
10-03-2010
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Postato: 29 Jul 2010 alle 11:10 |
Del riso a noi c’importa poco e niente. Sappiamo che proviene dall’oriente, ma il risotto, che tutto il mondo ammalia, è nato qui da noi: proprio in Italia. Cucinalo per bene, il tuo risotto. Giralo, che se no si attacca sotto. Abbi cura che sia compatto e sodo, altrimenti – che orrore! – è riso in brodo. Controlla. La forchetta non sta in piedi? Allora non è denso quanto credi! Carnaroli, Vialone, Arboreo, Baldo ti daranno un risotto bello saldo. Assaggia: non è crudo, ti par cotto? Se c’avevi un problema, è già risotto!
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Postato: 29 Jul 2010 alle 11:20 |
RISOTTO CON GAMBERI E FUNGHI PORCINI Ingredienti per 4 persone: | | 350 g di riso | | 400 g di gamberetti | | 30 g di porcini secchi | | 1 cipolla piccola | | 1 spicchio d'aglio | | un ciuffo di prezzemolo | | 112 bicchiere di vino bianco | | brodo q.b. | | burro | | sale, pepe |
Preparazione: - In una casseruola scaldate una noce di burro con la cipolla tritata e l'aglio schiacciato; non appena prende colore toglietelo e unite i funghi secchi precedentemente ammollati e tritati. Lasciate insaporire per qualche minuto, quindi unite l'acqua di ammollo dei funghi filtrata e insaporite con un mestolo di brodo. Dopo una decina di minuti mettete a cottura i gamberetti lavati e sgusciati e versate il riso. Mescolando lasciate che il riso assorba parte dei condimento, quindi bagnate con il vino e fate evaporare. - Portate il riso a cottura bagnando regolarmente con il brodo caldo e mantenendo mescolato. Al termine aggiustate di sale e condite con una noce di burro e un trito di prezzemolo; mescolate, lasciate riposare pochi minuti a fuoco spento e pentola coperta e servite.
Buon appetito! 
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Storia e leggenda della “puttanesca” |
| Dalle origini molto colorate ecco a voi la storia di uno dei piatti forti della tradizione campana.
Le origini di questa preparazione trovano diverse interpretazioni, Da “ Napoli a tavola” (Naples at table) di Arthur Schwartz, ed. Harper Collins Pgg. 164: [...] Per quanto riguarda la sua origine etimologica, (il termine puttanesca) è stato oggetto degli sforzi di immaginazione di molti studiosi, che hanno tentato in ogni modo di trovare la soluzione all’enigma. Alcuni dicono che il nome di questa ricetta derivò, all’inizio del secolo, dal proprietario di una casa di appuntamenti nei Quartieri Spagnoli, che era solito rifocillare i propri ospiti con questo piatto, sfruttandone la rapidità e facilità di preparazione. Altri fanno riferimento agli indumenti intimi delle ragazze della casa che, per attirare e allettare l’occhio del cliente, indossavano probabilmente biancheria di ogni tipo, di colori vistosi e ricca di promettenti trasparenze. I tanti colori di questo abbigliamento si ritroverebbero nell’omonima salsa: il verde del prezzemolo, il rosso dei pomodori,il viola scuro delle olive, il grigio-verde dei capperi, la tinta granato dei peperoncini. Altri sostengono che l’origine del nome sia da attribuire alla fantasia di una ragazza di vita Yvette la Francese , che si ispirò alle proprie origini provenzali. Yvette, probabilmente, non era dotata solo di fantasia, ma anche di senso dell’umorismo e di un’ironia alquanto caustica, che forse sfruttò per celebrare, attraverso il nome di questo piatto, la professione più antica del mondo.[...]
Una diversa interpretazione ci viene data da Jeanne Carola Francesconi ne la sua " La Cucina Napoletana" edita daNewton Compton: [...] Questi maccheroni, sebbene più ricchi dei loro parenti, si chiamavano alla marinara. Ma subito dopo la seconda guerra mondiale, a Ischia, il pittore Eduardo Colucci, non so come ne' perche', li ribattezzò con il nome con cui oggi è generalmente conosciuto. Colucci, che viveva per gli amici, d'estate abitava a Punta Mulino - in quel tempo uno degli angoli più pittoreschi di Ischia - in una rustica e minuscola costruzione; camera con cucinino e un terrazzo in mezzo al quale si innalzava un albero di ulivo. Oltre ai consueti più intimi amici, sfilavano sulla sua terrazza le più svariate personalità italiane e straniere. E lui, dopo aver offerto come aperitivo un fresco e genuino vinello d'Ischia, improvvisava spesso una cenetta a base di questi maccheroni che erano la sua specialità.[...]
Un particolare ringraziamento va agli amici di piazzanapoli, per le ricerche fatte in merito alle origini di questa preparazione e alla mia amica Laura per la celere traduzione dal testo inglese. |
| La ricetta | Ingredienti per 6 persone:
- 500 gr di pomodori pelati o freschi - 3 spicchi d'aglio - 1 dl e 1/2 di olio d'oliva - origano - pepe - un pezzetto di peperoncino forte - 50 g di capperi - 100 g di olive nere di Gaeta - abbondante prezzemolo - sale se occorre - 600 g di vermicelli o linguine sottili
Esecuzione: Fate rosolare l'aglio nell'olio, quando questo sara' imbiondito unitevi i capperi le olive snocciolate e i pomodori pelati, il peperoncino e l'origano. A cottura ultimata completate la salsa con il prezzemolo tritato e le acciughe lavate, spinate e tagliate a pezzettini, lasciate ancora un minuto sul fuoco e quindi aggiustate di sale. Lessate la pasta e quindi conditela. La mia ricetta, e molto più semplice in quanto non utilizza le acciughe che hanno un sapore molto forte e non tutti gradiscono. Buon appetito! |
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